È noto da tempo che il dono più prezioso della terra di Montalcino, nella splendida provincia di Siena, è il vino. Apprezzata sin nei secoli passati, la produzione enologica qui è sempre rimasta fedele ai canoni della tradizione toscana. A partire dalla fine dell'Ottocento sono iniziati quei primi esperimenti che hanno condotto alla suprema esaltazione di una materia prima e di un territorio unici: nasce così il Brunello di Montalcino, frutto di passione e tenacia, un vino da custodire con amore durante gli anni di affinamento in cantina prima di presentarsi al mondo. Vino unico per struttura, tannini, profumi e longevità, si ottiene da uve di Sangiovese, uno dei vitigni italiani più antichi, secondo alcuni già noto ai tempi degli Etruschi. È senz'altro l'uva a bacca rossa più diffusa in Italia, soprattutto in Toscana. Esistono molte tipologie di Sangiovese, la più pregiata è sicuramente quella denominata Sangiovese Grosso, appunto la varietà coltivata, in quantità limitata, quasi totalmente nella zona di Montalcino, dove viene chiamata Brunello. Questa variante nobile del Sangiovese è famosa per essere un'uva di qualità molto elevata, dalle caratteristiche spiccate e capace di dare vini di gran pregio, fra i migliori d'Italia e del mondo. Dal 1980 il Brunello di Montalcino gode del riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita, ma ancora prima, a partire dal 1967 con il riconoscimento della doc, il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino (www.consorziobrunellodimontalcino.it) tutelava questo vino prestigioso. Oggi il Consorzio opera per tutelare, controllare e valorizzare i vini a denominazione di origine di Montalcino. Il Consorzio raccoglie quali soci tutti i produttori, perciò ha una rappresentatività del 100%.
Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione di origine controllata e garantita Brunello di Montalcino devono essere prodotte nell'intero territorio amministrativo del comune di Montalcino, in provincia di Siena.
Il Brunello di Montalcino docg deve essere ottenuto da una sola varietà di uva, quella del vitigno Sangiovese, che a Montalcino è denominato, appunto, Brunello. Il Brunello di Montalcino è un vino limpido, brillante, di colore rosso rubino vivace tendente al granato. Il suo è un inconfondibile profumo intenso, persistente, ampio ed etereo. Si riconoscono sentori di sottobosco, legno aromatico, piccoli frutti, leggera vaniglia e confettura composita. Al gusto il vino ha corpo elegante e armonico, è asciutto, caldo, un po' tannico, robusto con lunga persistenza aromatica. La gradazione alcolica dev'essere di 12,5°. È un vino che migliora nel tempo: deve essere infatti conservato per almeno due anni in contenitori di rovere e poi in bottiglia prima di poter essere immesso al consumo. Porta la denominazione di riserva solo se sottoposto a un periodo di invecchiamento non inferiore a cinque anni, con almeno tre anni di invecchiamento in contenitori di rovere e sei mesi in affinamento in bottiglia. Una volta terminato il periodo di conservazione, il Brunello di Montalcino può essere posto in commercio solo se confezionato in bottiglie di forma bordolese.
Questo vino elegante e armonico può essere superbamente abbinato con piatti molto strutturati e compositi quali le carni rosse, la selvaggina da penna e da pelo, anche accompagnate da funghi e tartufi. È sempre ottimo quando si accompagna ai piatti a base di carni o con salse della cucina internazionale. Il Brunello si gusta piacevolmente anche con i formaggi, dalle tome stagionate al Pecorino Toscano e a tutti i formaggi strutturati. Certamente, grazie alle sue caratteristiche, è godibile anche come vino da meditazione. Si serve in bicchieri di cristallo dalla forma ampia, panciuta, per cogliere al meglio il bouquet composito e armonioso, a una temperatura di circa 18°-20°. Per le bottiglie molto invecchiate gli esperti consigliano la decantazione in caraffa di cristallo, al fine di ossigenare il vino per gustarlo nella sua purezza.
Le eccezionali caratteristiche di questo nobile vino oggi si devono in larga misura all’opera di Clemente Santi, grande studioso dei problemi dell'agricoltura senese e valente vitivinicoltore. Proprio grazie alla preziosa esperienza del nonno materno, Ferruccio Biondi Santi, sul finire dell'Ottocento, creò il Brunello di Montalcino, impiantando i nuovi vigneti della tenuta Greppo con quell'unico clone di viti del Sangiovese, da lui individuato – il Sangiovese grosso appunto – vinificando le uve in purezza e traendone il vino che oggi conosciamo come Brunello di Montalcino. Da quando, negli anni Settanta, furono ritrovate alcune bottiglie di Brunello Biondi-Santi molto vecchie ma ancora in perfetto stato di conservazione, la fama del Brunello è cresciuta a dismisura, rendendolo oggi conosciuto in tutto il mondo come uno tra i più pregiati vini italiani.
Testo di Francesca Perotto – Pubblicato il 20 giugno 2011
Crediti fotografici: Consorzio del Vino Brunello di Montalcino
Il lento orbitare del sole sul fianco sudorientale del colle di ...
Il primo Brunello imbottigliato da Giulio e Mirella, convinti che un vino ...
Estesa per 32 ettari fra i dolci colli a sud-ovest di Montalcino, ...
Un meraviglioso paesaggio collinare intarsiato di borghi storici
Un vino prestigioso legato indissolubilmente alla terra d\'origine
In sella alla bicicletta tra le spettacolari colline senesi
L’appetito vien viaggiando tra i colori delle delizie senesi