Nella stretta e lunga fascia di terreni, in gran parte collinari, a cavallo del fiume Adige, nella provincia di Trento, si produce il Casteller doc. Si tratta di un vino rosso da pasto, prodotto principalmente con uve Merlot, con aggiunta di uve Enantio, ossia il Lambrusco a foglia frastagliata, Schiava Grossa o Schiava Gentile, oppure Lagrein o Teroldego. Sin dall'Ottocento le Schiava erano tra le uve rosse maggiormente coltivate nella zona. Del gruppo delle uve Schiava si preferiva già allora la Schiava Gentile. La Schiava Grossa o nobile era più rinomata come uva da tavola che da vino ed era conosciuta in tutta Europa come l'uva meranese di cura. Il Lambrusco a foglia frastagliata ha in Trentino la maggiore presenza italiana, specie nella Vallagarina dove ha trovato l'habitat più idoneo. Il suo successo si deve anche alla grande produttività che lo contraddistingue. Il prestigioso riconoscimento della doc è stato ottenuto dal Casteller nel 1974, e dal 1999 questo vino è tutelato e garantito anche dal Consorzio di tutela Vini del Trentino (www.vinideltrentino.com). Certamente, per andare alla scoperta di questo ottimo vino, come di tutti gli altri blasonati vini trentini, non si può non percorrere la Strada del Vino e dei sapori del Trentino (www.stradedelvinodeltrentino.it). Numerosi anche gli eventi per gli amanti dell'enoturismo organizzati dall'Enoteca provinciale del Trentino (www.enotecadeltrentino.it).
L'area di produzione delle uve destinate alla produzione del vino a denominazione di origine controllata Casteller è collocata al di sotto dei 600 metri di altitudine e si estende nella fascia collinare che dal confine con la provincia di Verona prosegue a nord lungo la valle dell'Adige, in provincia di Trento, a un'altitudine massima di 600 metri sul livello del mare. Comprende il territorio dei comuni di Ala, Albiano, Aldeno, Arco, Avio, Besenello, Brentonico, Calavino, Calliano, Cavedine, Cembra, Cimone, Civezzano, Drena, Dro, Faedo, Faver, Garniga, Giovo, Isera, Lasino, Lavis, Lisignago, Mezzocorona, Mezzolombardo, Mori, Nago-Torbole, Nave San Rocco, Nogaredo, Nomi, Padergnone, Pergine, Pomarolo, Riva del Garda, Roverè della Luna, Rovereto, San Michele all'Adige, Segonzano, Tenna, Tenno, Ton, Trambileno, Trento, Vezzano, Villalagarina, Volano, Zambana.
La denominazione di origine controllata Casteller è riservata al vino ottenuto dalle uve provenienti dai vitigni aventi come composizione ampelografica Merlot, minimo 50%, e Schiava grossa, Schiava gentile, Lambrusco a foglia frastagliata (Enantio), Lagrein e Teroldego da soli o congiuntamente, per la differenza. Il Casteller doc ha colore rosso rubino più o meno intenso; il profumo è persistente e gradevole, fruttato di ribes, mora, lampone, con tenui sentori floreali di viola, di buona vinosità; il sapore è asciutto o leggermente amabile, armonico, vellutato, gradevole; la gradazione minima è di 11° mentre per il tipo Superiore è di 11,5°.
Il Casteller doc è un vino rosso giovane e i sommelier consigliano di assaporarlo al meglio entro due anni dalla vendemmia, a 16-18° C di temperatura in calici bordolesi. Nella versione secco, si sposa magnificamente a piatti trentini come ravioli, cannelloni, speck, salame e coniglio con le prugne; se invece è amabile, si abbina anche alle preparazioni di dolci a pasta non lievitata e abbastanza consistenti, come ad esempio le torte farcite con frutti rossi, le crostate alla confettura di fragole, i crostoli trentini, ossia pasta dolce fritta, e la ciambella trentina, chiamata brazadel.
Senza dubbio, comunque, è un ottimo vino per tutti i primi piatti a base di carne, carni arrosto e grigliate, frittate e formaggi stagionati.
Testo di Francesca Perotto – Pubblicato il 20 giungo 2011
Crediti fotografici: Fototeca Trentino SpA – Foto di Ugo Visciani
Dal Mart ai vini dell’Alto Adige: un itinerario per bon vivant
La bollicina che sprigiona l'anima della civiltà dolomitca
Un vino dal fascino leggendario che sedusse il genio di Mozart