Montefalco Sagrantino docg

Storia

Grazie in larga parte a questa docg, l'Umbria si è meritata il titolo di regione produttrice di vini pregiati, già conosciuti e consumati sin nel Rinascimento da papi e governatori. Il Montefalco Sagrantino docg deriva il proprio nome dall’omonimo vitigno da cui viene prodotto, da secoli coltivato sulle pendici delle colline umbre. Il Sagrantino viene da molti studiosi considerato un vitigno autoctono, ottenuto per selezione da cloni locali, nonostante esistano diverse ipotesi riguardanti la sua origine. Alcuni, infatti, lo ritengono di provenienza spagnola, altri credono sia stato importato dall'Asia Minore dai primi frati francescani, altri ancora introdotto in Italia dai Saraceni. Certamente la coltivazione della vite nel territorio di Montefalco risale ai tempi dei Romani; tra le prime testimonianze storiche, Plinio il Vecchio racconta di un vino di particolare pregio ricavato dall'uva Itriola, tipica del territorio, che alcuni ritengono identificabile con l'uva Sagrantino. Senza dubbio, tuttavia, è proprio a questa uva, coltivata solo in queste colline, che si deve la fortuna enologica di Montefalco. Quasi scomparso dai vigneti umbri negli anni Sessanta, il Sagrantino è stato recuperato grazie all’impegno e al coraggio di alcuni vignaioli, ottenendo così nel 1979 il riconoscimento della doc, seguita nel 1992 dalla docg. Il Sagrantino di Montefalco docg, tutelato dal Consorzio Vini di Montefalco (www.consorziomontefalco.it), è considerato internazionalmente un vino di grande struttura, ricchissimo di polifenoli e di tannini che lo rendono un vino dalla longevità straordinaria. Necessita dunque di un lungo periodo di affinamento nel legno prima, nella bottiglia poi. Oggi l’Associazione Strada del Sagrantino (www.stradadelsagrantino.it) propone agli amanti dell'enoturismo innumerevoli occasioni per assaporare al meglio il territorio di produzione di uno dei più celebrati vini rossi italiani.

Zona di produzione

L’area collinare interessata alla produzione del Montefalco Sagrantino docg comprende, oltre all'intero territorio comunale di Montefalco, che le regala il nome, parte dei comuni di Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell'Umbria e Gualdo Cattaneo, tutti in provincia di Perugia. Montefalco è il cuore simbolico, oltre che geografico, della Valle Umbra.

Vitigni e caratteristiche organolettiche

Il vino a denominazione di origine controllata e garantita Montefalco Sagrantino, sia nella versione secco che nella versione passito, deve essere ottenuto in purezza dalle uve del vitigno Sagrantino.
Il colore del Sagrantino di Montefalco è rosso rubino intenso talvolta con riflessi violacei e tendente al granato con l' invecchiamento; ha un odore delicato, che ricorda quello delle more di rovo; il sapore è senz'altro asciutto, armonico. La gradazione alcolica minima è di 13°. Dall'omonima uva si ottiene anche il tradizionale passito. I grappoli vengono scelti accuratamente e messi ad appassire su graticci per almeno un paio di mesi, successivamente si vinifica fermentando il mosto con le bucce. Si ottiene così un vino passito molto particolare perché, pur essendo un vino dolce, rimane asciutto grazie al suo patrimonio tannico. Il vino Montefalco Sagrantino, sia secco sia passito, non può essere immesso al consumo se non dopo aver subito un periodo di affinamento di almeno trenta mesi, di cui almeno dodici in botti di legno il secco. I periodi d’invecchiamento decorrono dall’1 dicembre dell’anno di produzione delle uve.

Accostamenti a tavola

Il Sagrantino di Montefalco, come tutti i vini di grande stoffa, si abbina tipicamente a grandi arrosti, carni alla griglia, cacciagione, selvaggina da pelo e formaggi a pasta dura. Il Sagrantino passito si accompagna invece a preparazioni dolci, in particolare pasticceria da forno, crostate con marmellate di frutti rossi. Si beve come vino da meditazione o accompagnato a formaggi pecorini molto piccanti quando è invecchiato.

Curiosità

Si celebra ormai da un paio di edizioni il Sagrantino Day International, degustazione globale organizzata dal Consorzio di Tutela Vini Montefalco, Associazione Italiana Sommelier e Worldwide Sommelier Association. In un solo giorno, da Washington a Tokyo, il vino autoctono di Montefalco sarà degustato in contemporanea in 43 città da oltre 4mila sommelier internazionali. L’obiettivo della manifestazione, che ormai cresce di anno in anno, è di presentare il Sagrantino di Montefalco docg a un pubblico di addetti ai lavori, interno ai canali della ristorazione, di enoteche e hotel.


Testo di Francesca Perotto – Pubblicato il 20 giugno 2011

Crediti fotografici: Archivio fotografico Apt dell'Umbria, Strada del Sagrantino
 



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